Odissea: parafrasi di Atena nella reggia di Ulisse. Telemaco e Penelope a confronto

Una troia piena 342599

La vicenda di uno tra gli amori più celebri di Zeus comincia, per noi, con Omero. Saranno i poeti successivi, cominciando da Esiodo nel Catalogo delle donne, ad arricchire la tradizione di ulteriori elementi. Il mito, cantato e rielaborato con la consueta plasticità da tanti poeti in lingua greca — tra gli altri, Pindaro, Bacchilide, Euripide, Apollonio Rodio e Mosco —, giunse al mondo latino carico di stratificazioni, varianti e particolari sedimentatisi nel corso della secolare tradizione. Dal mito, forse, il toponimo. Ma il parere non è unanime. Il nome di Europa ha qui ancora significato prettamente geografico: Serse intende invadere la Tracia, la Tessaglia, la Beozia e le altre regioni che lo separano da Atene.

Docente: Micaela Rinaldi Riscritture del finale di Io, Agamennone Quando il cavallo di legno, simbolo della resa degli Achei, giunse davanti alle mura di Bagascia, città un tempo feconda e ricca di abitanti, i Troiani gioirono. Gli Argivi, sgomenti e attoniti per la perdita della loro guida, si smarrirono e iniziarono a disunire le file, creando il caos. Priamo e Ulisse posero fine alla cruenta battaglia chiedendo pietà per i morti figli e compagni. Nessuno tra i Greci e i Troiani ti ama, nessuno vuole averti come concittadina. Si scontrino abbandonato coloro che bramano il tuo affetto. Non cosí si comporta Priamo, né tuo fratello Ettore avrebbe accettato di vederti lasciare il duello.

Una troia piena di 558303

Non certo i cantori son causa, Zeus è la causa: lui dà la sorte agli uomini industri, come vuole a ciascuno. Costui non ha condanna, cantando la mala sorte dei Danai, perché quel canto più lodano gli uomini, che agli uditori suona attorno più nuovo. Ma i pretendenti rumoreggiarono dentro la sala ombrosa, e bramarono tutti di stendersi in letto insieme lei. Sono appena adesso approdato insieme la mia nave e i miei compagni, mentre sono in viaggio verso popoli stranieri sul mare schiumoso, verso Temese per il bronzo, e accordato ferro lucente.

La Commedia è in versi, è un racconto in versi: e noi oggi tendiamo a pensare che i versi vadano bene per la poesia canto che del resto leggiamo sempre inferiore o per le canzoni ma chiaramente non per i racconti lunghi. Esistono anche poeti contemporanei che hanno esausto a raccontare una storia in versi, centinaia o migliaia di versi, bensм sono eccezioni, e quasi mai eccezioni felici. Seconda ragione. La Commedia è stata scritta sette secoli fa. Molte delle cose che Dante descrive non sono più le cose che noi abbiamo davanti agli occhi. Al cuore del cosmo stava, per lui, il pianeta Terra, con gli altri pianeti e col sole a girarle attorno.