La crisi di mezza età

Casalinga insoddisfatta 13659

Elisabeth Wust era una casalinga berlinese insoddisfatta, che doveva badare da sola a quattro figli perché il marito, soldato e convinto nazista, preferiva la compagnia di altre donne piuttosto che quella della moglie. Si conobbero in un bar, un pomeriggio di fine novembre delvicino allo zoo di Berlino. Quando Elisabeth, anzi Lilly, sebbene avesse solo qualche anno in più di lei, fu ricoverata qualche giorno in ospedale, Felice di presentava tutti i giorni con un mazzo di rose rosse. Aimée, come la protagonista della commedia teatrale che videro insieme Aimée, o della coscienza umana e che piacque tanto a entrambe. Il 21 agosto del era una calda giornata di fine estate. Inforcarono le biciclette e pedalarono fino al fiume. Solo loro e il sole che bruciava la pelle. Niente bambini, niente amiche. Quel giorno furono scattate le uniche fotografie che le ritraggono insieme.

Il risultato di queste considerazioni equivale ad una scossa elettrica e ad una conseguente ricerca di fuga. In apparenza si guarda con apprensione al cielo che verrà, svalorizzando quello che è già passato; in profondità si caccia semplicemente di aver la possibilità di cambiare le carte e poter abbozzare una nuova partita. Buongiorno è effettuabile che anche una donna abbia una crisi di mezza eta? Mi sembra di legge il suo atteggiamento….. Mia moglie dopo 25 anni tra fidanzamento e matrimonio abbiamo 45 anni ha capito che non è compresa, è messa in un angolo dal mio egocentrismo, sente di essere stata repressa e chiusa dal mio stile e modo di vivere, insomma che individualitа abbia in qualche modo inciso sul suo modo di vivere e assistere le cose, per cui adesso nasce la nuova persona che lei vuole essere di cui io non posso fare piu parte. Abbiamo piu figli tre… speravo fosse una cosa temporanea ma a distanza di 6 mesi di separazione fisica io vivo in altra casa abbiamo avviato le pratiche con gli avvocati per la allontanamento legale, ma lei sembra sempre piu convinta della sua scelta.

Sono sostenitrice del valore terapeutico di una separazione quando è volta a consolidare il matrimonio se è fatta nel modo giusto per le giuste ragioni e se ci sono accordi chiari fin dall'inizio. Eppure noi come società tendiamo a pensare ancora che qualcosa sia sbagliato se le coppie vivono separate e di solito vediamo la separazione come qualcosa di strettamente allacciato ad una rottura. Le coppie affinché prendono questa decisione di solito hanno già provato vari altri interventi e tattiche per riportare il matrimonio in carreggiata e ora si trovano in una situazione in cui non c'è altro da fare che separarsi fisicamente. Creare distanza in un momento di crisi infonde inevitabilmente la paura di perdere il coniuge e quindi la relazione.